Ashwagandha per ansia e stress: come agisce sul cortisolo

calendar_month04/04/2026- Pubblicato in Il blog di Farmasole

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Articolo a cura del Dr. Giannoni Patrizio - Farmacista.

Questo articolo approfondisce un aspetto specifico; per la guida completa leggi: Ashwagandha: benefici, dosaggio e controindicazioni.

  • Ti svegli già stanco?
  • Durante la giornata fai fatica a concentrarti?
  • La sera non riesci a staccare e ad addormentarti?

Se questi segnali ti suonano familiari, potresti trovarti in una condizione di stress cronico, uno degli stati più diffusi nella popolazione adulta italiana e tra i principali fattori di rischio per ansia, burnout e insonnia.

L'ashwagandha (Withania somnifera o ginseng indiano) è tra le piante adattogene più studiate al mondo. Numerose ricerche cliniche ne documentano l'efficacia nella riduzione dello stress e dell'ansia attraverso la modulazione dei livelli di cortisolo (ormone dello stress).

In questo articolo scoprirai esattamente come agisce l'ashwagandha nel ridurre i livelli di stress, quali sono i dati scientifici più recenti e come utilizzarla in modo efficace e sicuro.

Cos'è il cortisolo e perché è strettamente correlato con lo stress

Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta ai segnali dell'asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), il sistema neuroendocrino centrale che governa la nostra risposta allo stress.

In condizioni fisiologiche il cortisolo svolge funzioni vitali:

  • mobilita il glucosio per fornire energia rapida;
  • modula la risposta immunitaria;
  • aumenta la vigilanza.

Il problema sorge quando i livelli rimangono cronicamente elevati come accade in situazioni di stress prolungato, ritmi di lavoro intensi, scarso riposo o sovraccarico fisico e mentale.

Le conseguenze del cortisolo cronicamente alto

Una ricerca pubblicata su Psychoneuroendocrinology (2024) conferma che l'esposizione prolungata a livelli elevati di cortisolo può causare:

  • Ansia persistente, irritabilità e instabilità emotiva.
  • Difficoltà di concentrazione e "nebbia mentale".
  • Disturbi della qualità del sonno: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni.
  • Accumulo di grasso addominale (il cortisolo favorisce la lipolisi e il deposito viscerale).
  • Indebolimento del sistema immunitario con maggiore suscettibilità alle infezioni.
  • Disfunzioni metaboliche: alterazione della glicemia e dei trigliceridi.
  • Nel lungo periodo: aumentato rischio cardiovascolare e sindrome da burnout.

Se vuoi maggiori informazioni sul cortisolo leggi il nostro articolo: Cortisolo alto: cause, sintomi e come abbassarlo

È in questo contesto che l'ashwagandha emerge come uno dei prodotti naturali più promettenti per ripristinare l'equilibrio ormonale senza ricorrere a farmaci.

Come agisce la withania somnifera sul cortisolo: il meccanismo d'azione

L'ashwagandha non abbassa il cortisolo in modo diretto come un farmaco. Agisce invece come un modulatore fisiologico, intervenendo su più livelli del sistema di risposta allo stress. I ricercatori hanno identificato almeno tre meccanismi principali:

1. Modulazione dell'asse HPA

I withanolidi dell'ashwagandha (in particolare withanolide A e withaferina A) interagiscono con i recettori glucocorticoidi presenti nelle cellule nervose dell'ipotalamo. La conseguenze è un'azione a cascata che porta ad una diminuzione di cortisolo prodotto dalle ghiandole surrenali.

In termini pratici l'ashwagandha rende l'organismo meno reattivo agli stress quotidiani senza sopprimere completamente la risposta allo stress, che rimane necessaria per la sopravvivenza.

2. Potenziamento del sistema GABAergico

Parallelamente all'azione sull'asse HPA, l'ashwagandha interagisce anche con il sistema GABAergico che è anche il  bersaglio dei farmaci ansiolitici benzodiazepinici. In sostanza la withania agisce sullo stesso sistema ma in modo più leggero e con un profilo di sicurezza completamente diverso.

I withanolidi potenziano l'attività del GABA (acido gamma-aminobutirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale, producendo un effetto di rilassamento e riduzione dell'ansia senza causare sedazione, dipendenza o effetti cognitivi negativi (tipici dei farmaci ansiolitici).

3. Riduzione dello stress ossidativo neuroinfiammatorio

Lo stress cronico genera un eccesso di radicali liberi che danneggiano le cellule nervose e alimentano stati infiammatori cronici correlati ad ansia e depressione. I withanolidi esercitano una potente azione antiossidante e antinfiammatoria nel tessuto nervoso, riducendo l'ossidazione lipidica e proteggendo i neuroni dai danni da stress ossidativo.

Cosa dicono gli studi clinici: i dati più recenti

Meta-analisi SAGE Journals (Agosto 2025)

Recente meta-analisi di 15 studi randomizzati controllati (873 pazienti totali). Di seguito riportiamo i risultati dopo 8 settimane di trattamento.

  • Riduzione del cortisolo statisticamente significativa: -2,36 µg/dL (p<0,0001).
  • Riduzione significativa dell'ansia.
  • Riduzione dello stress percepito (scala PSS).
  • Profilo di sicurezza: nessun effetto collaterale significativo, ottima tollerabilità

Studio KSM-66 - Indian Journal of Psychological Medicine

Studio in doppio cieco su adulti con stress cronico. Protocollo: 600 mg al giorno di estratto KSM-66 per 60 giorni.

  • Cortisolo ridotto da 15,7 a 11,3 µg/dL nel gruppo ashwagandha (-27,9%).
  • Gruppo placebo: riduzione marginale (-7,9%) non statisticamente significativa.
  • Miglioramento significativo del benessere generale e della qualità della vita (autovalutazione).

Studio Nutrients - Pandit et al. (2024)

Tre dosaggi testati: 125 mg, 250 mg e 500 mg/die per 8 settimane.

  • Effetto dose-dipendente sulla riduzione dello stress: già la dose più bassa (125 mg) mostra benefici significativi.
  • Riduzione dei biomarcatori dello stress: in particolare del cortisolo plasmatico.
  • Miglioramento dei parametri del sonno, della vitalità e della qualità della vita.
  • Profilo di sicurezza eccellente a tutte e tre le dosi testate.

Nota bene: non tutti gli studi mostrano una riduzione parallela dello stress soggettivo percepito nonostante il calo oggettivo del cortisolo. I risultati variano tra singoli individui.

Chi può beneficiare dell'ashwagandha per stress e insonnia?

L'utilizzo di un integratore di ashwagandha può ridurre:

  • ansia e stress da lavoro cronico e sovraccarico mentale;
  • ansia lieve e moderata;
  • stanchezza mentale persistente;
  • ansia e insonnia (disturbi del sonno);
  • stress e ansia da esami, colloqui o cambiamenti di vita.

Come assumere ashwagandha: indicazioni pratiche e dosaggio

Per ottenere i benefici documentati dagli studi sul cortisolo ti consigliamo di seguire alcune indicazioni pratiche per l’assunzione di ashwagandha.

  • Assumere 300–600 mg/die di estratto standardizzato;
  • Assumere la sera (1–2 ore prima di dormire) per abbassare il picco serale di cortisolo che interferisce con il sonno;
  • Assumere con un pasto leggero per ridurre eventuali disturbi gastrici;
  • Assumere per 6–8 settimane consecutive. I benefici sul cortisolo compaiono gradualmente;
  • Sospendere il trattamento per 2-4 settimane dopo ogni ciclo di 6–8 settimane.

Gli integratori alimentari di radice di ashwagandha possono essere abbinati con altri tonici adattogeni come:

  • Rhodiola Rosea (azione sinergica su stress e focus);
  • Magnesio (supporto al sistema nervoso).

Prima di iniziare un'integrazione con ashwagandha, consulta sempre un farmacista o medico, in particolare se stai seguendo terapie farmacologiche

L'ashwagandha da sola non basta: il ruolo dello stile di vita

Nessun integratore, per quanto efficace, può compensare uno stile di vita che alimenta cronicamente lo stress. L'ashwagandha funziona meglio come parte di un approccio complessivo che comprenda:

  • sonno regolare: 7–8 ore per notte a orari costanti: il cortisolo ha un ritmo circadiano stretto che si normalizza solo con ritmi di sonno regolari.
  • Attività fisica moderata: 150–180 minuti/settimana di esercizio aerobico riduce il cortisolo e potenzia l'effetto adattogeno.
  • Riduzione degli stimoli serali: limitare caffeina dopo le 14:00 e schermi luminosi nelle 2 ore prima del sonno
  • Alimentazione: ridurre zuccheri raffinati e cibi ultra lavorati che alimentano l'infiammazione da stress.

Domande frequenti su Ashwagandha, stress e cortisolo (FAQ)

Gli integratori di ashwagandha abbassano davvero il cortisolo?

Sì, le evidenze scientifiche sono solide. Diversi studi riportano riduzioni del cortisolo tra il 15% e il 30% rispetto ai valori iniziali. Va però precisato che non tutti gli individui rispondono nello stesso modo e che l'effetto non è paragonabile a una terapia farmacologica.

Quanto tempo ci vuole perché l'ashwagandha riduca l'ansia?

I benefici sull'ansia percepita compaiono generalmente dopo 2–4 settimane di assunzione regolare. I miglioramenti più significativi sulle scale di valutazione dell'ansia emergono dopo 6–8 settimane (durata tipica dei cicli studiati in letteratura).

L'ashwagandha può sostituire i farmaci ansiolitici?

No. L'ashwagandha può essere un supporto utile per stress e ansia lieve-moderata non clinica. Non è un farmaco e non può sostituire una terapia medica per disturbi d'ansia diagnosticati. Se soffri di ansia clinica, attacchi di panico o altri disturbi psichiatrici, consulta il tuo medico o uno specialista prima di considerare qualsiasi integrazione.

Quando assumerla per ridurre lo stress?

Per lo stress e l'ansia, la sera è generalmente preferibile (1–2 ore prima di dormire), in quanto agisce sul picco serale di cortisolo che spesso interferisce con il rilassamento e il sonno. Se hai problemi sia di ansia diurna che di sonno, consulta un farmacista per la strategia di assunzione più adatta al tuo caso specifico.

Ha effetti collaterali o controindicazioni?

In generale l’ashwagandha è sicura e ben tollerata. Tra gli effetti collaterali troviamo:

  • Disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea, mal di stomaco);
  • Sonnolenza (soprattutto se assunta con altri sedativi);
  • Mal di testa (raramente).

Controindicazioni e precauzioni d'uso:

  • Sconsigliata in gravidanza e allattamento.
  • Interazioni farmacologiche: attenzione se si assumono sedativi (benzodiazepine, antistaminici sedativi), immunosoppressori e farmaci per la tiroide.

I nostri farmacisti sono disponibili per una consulenza personalizzata gratuita per aiutarti a scegliere il prodotto e la strategia di assunzione più adatta al tuo caso

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